La Papesse nei Tarocchi di Marsiglia: la donna velata che nasconde Iside

La Papesse nei Tarocchi di Marsiglia: chi è la donna velata, cosa significa il suo libro aperto e perché nasconde Iside. Storia, indizi e mito.

La Papesse è l’arcano II dei Tarocchi di Marsiglia: la donna seduta, immobile, con un libro aperto sulle ginocchia. Significa conoscenza, gestazione delle idee e segreto. Nella lettura esoterica è la Grande Madre: Iside, la Vergine Nera, Maria Maddalena.

Ogni passaggio di questo articolo dichiara il suo livello: ⊖ Sale è il dato storico, ☿ Mercurio è l’indizio, △ Zolfo è il mito e la mia lettura simbolica.

La mia è una lettura esoterica, che si tramanda di bocca a orecchio e come tale non ha testimonianze scritte.

I Tarocchi sono un linguaggio di immagini, e il nostro è un lavoro filologico: un dettaglio può esserci in un mazzo e mancare in un altro. Per questo, quando un segno non è in tutti i mazzi, lo dico.

Cos’è la caccia alle uova nei Tarocchi?

Nei Tarocchi ci sono degli easter egg: nei film e nei videogiochi sono gli indizi nascosti che gli autori lasciano a chi sa trovarli. Nei mazzi sono segni che compaiono in alcune edizioni e in altre no. E ne La Papesse l’easter egg è proprio un uovo. Leggere i Tarocchi è anche una caccia al tesoro: si confrontano i mazzi e si va a cercare ciò che si è conservato per chi sa guardare.

Mercurio. In alcuni mazzi, come quello di Bernardin Suzanne del 1839, accanto a lei compare una piccola forma verde, letta come un uovo. Nel Madenié non c’è.

Zolfo. Ma guardala in viso: per me la sua testa è già un uovo nel portauovo. Per questo nelle mie carte quella forma verde non l’ho messa.

Zolfo. La tradizione ortodossa racconta che Maria Maddalena portò a Tiberio un uovo bianco e gli annunciò che Cristo era risorto. Lui rispose che era impossibile, come era impossibile che quell’uovo diventasse rosso. E l’uovo diventò rosso. Per questo le icone la mostrano con un uovo rosso in mano, e per questo a Pasqua coloriamo le uova.

Il viso de La Papesse è l’uovo bianco. Quello che deve ancora diventare rosso.

Cosa significa La Papesse nei Tarocchi di Marsiglia?

Zolfo. La Papesse è il passivo femminile per eccellenza. Le Bateleur si agita in piedi; lei siede e non compie un movimento. È la madre comprensibile, quella che legge un libro ai bambini.

Zolfo. Il libro è la formazione, il documento, il contratto. È aperto a mezz’aria e lei nemmeno lo legge: ci medita sopra. Non è un’opera sua, oppure non è terminata, a differenza del libro a terra de L’Hermite. Quello che La Papesse guarda è il tema del libro.

Zolfo. Dopo aver raccolto il materiale con Le Bateleur, il viaggiatore si ferma e studia. L’uovo è la gestazione delle idee, che nasceranno ne L’Impératrice e si realizzeranno ne L’Empereur.

Perché La Papesse è legata a Iside?

Mercurio. L’accostamento è già presente nella tradizione interpretativa di questa figura. Io lo ritrovo nei corni della tiara, nel velo e nel libro della conoscenza.

Mercurio. Il colore verde dell’uovo rimanderebbe a Osiride, il cui nome viene collegato alla vegetazione. Il velo copre le colonne del tempio: è il segreto, che verrà svelato ne Le Pape.

Cos’è il segreto sul petto de La Papesse?

Nell’articolo sull’Arcano XIII ti ho raccontato il mito: Seth fa a pezzi Osiride, Iside ne ritrova tredici su quattordici e il fallo, il pezzo mancante, lo ricrea lei.

Mercurio. Guarda il petto de La Papesse: proprio sotto il collo, una fascia verticale color carne richiama il membro perduto. Che l’incisore l’abbia voluta non possiamo dimostrarlo. Ma la forma c’è, e l’occhio la trova da solo.

Zolfo. Io leggo così: Le Pape è Osiride, l’Arcano XIII è Seth che taglia, La Papesse è Iside che ricompone e porta su di sé il pezzo mancante. Quando la carta è rovesciata la colonna diventa enorme, e la casta diventa la vergine folle.

Perché La Papesse ha il viso bianco?

Mercurio. Nei mazzi di Madenié e di Conver il suo volto è bianco. Per la regola dell’antitesi, io la leggo come una Madonna Nera che si rovescia nel suo contrario.

Sale. Apuleio, nelle Metamorfosi, descrive Iside avvolta in un mantello nero lucente, coperto di stelle.

Sale. Tra le Vergini Nere c’è quella di Saint-Victor, a Marsiglia. La Vergine di Montserrat, invece, in origine aveva viso e mani più chiari: i restauri del 2001 hanno mostrato che si sono anneriti.

Mercurio. Tra Otto e Novecento nasce l’ipotesi che le Vergini Nere derivino dalle antiche dee madri. Gli storici la discutono ancora.

Zolfo. Io vedo in quel mantello la stessa notte che La Papesse nasconde sotto il viso bianco.

Dov’è La Papesse in Campania?

Nell’articolo sulla Maddalena ho seguito il filo da Marsiglia a Napoli, dove in età romana viveva una comunità di Alessandrini d’Egitto: ne resta la statua del dio Nilo, che dà il nome a piazzetta Nilo. Quel filo arriva fino a Montevergine.

Sale. A Montevergine è venerata un’icona del XIII secolo. La chiamano Mamma Schiavona, e la conoscono come Madonna nera. Sul monte, le rovine di un tempio di Cibele hanno dato il nome al Mons Sacer. Il 2 febbraio i femminielli salgono da lei nella juta.

Mercurio. Guarda bene l’immagine devozionale: il suo viso è chiaro. Il nero è il mantello, come quello di Iside in Apuleio.

Zolfo. Per me è La Papesse di casa nostra: il viso bianco, la notte addosso. E i femminielli che salgono fino a lei raccontano la stessa cosa del fallo sul petto di Iside: la Madre tiene insieme ciò che il mondo divide.

Chi è la Papessa Giovanna?

Sale. È la leggenda medievale di una donna diventata papa. La prima menzione nota è nella cronaca del domenicano Jean de Mailly, nel Duecento, e non le dà ancora un nome. Il racconto viene ripreso da un altro domenicano, Stefano di Borbone. Gli storici la considerano una leggenda.

Zolfo. Proprio perché è una leggenda mi interessa: il mito resta dove la storia tace. Giovanna è il femminile di Giovanni, e dietro la corrente di Giovanni leggo quella di Maria Maddalena, opposta alla corrente di Pietro. La Papesse sarebbe così l’antica papessa di Marsiglia.

Che libro tiene in mano La Papesse?

Zolfo. Un Vangelo. Il libro è il settimo attributo della Grande Madre, dopo vaso, grotta, uovo, quattro angeli, resurrezione e cranio. Si trova nella stessa colonna de L’Hermite e de La Maison Dieu, la colonna del libro e del segreto.

Mercurio. In alcuni mazzi il libro ha 17 righe, come il numero de L’Étoile. Parlerebbe dunque di una stella, Sirio, che in Egitto era legata a Iside.

Sale. Il Vangelo di Filippo dice: “La verità non è venuta nel mondo nuda, ma in tipi e immagini. La verità si riceve solo così”.

Zolfo. È la frase che apre ogni lettura dei tarocchi.

Sale. Il Vangelo di Filippo, un testo gnostico copto ritrovato a Nag Hammadi nel 1945, chiama Sophia “madre degli angeli” e poco dopo nomina Maria Maddalena come compagna di Gesù. Il passo è danneggiato.

Mercurio. Accostare le due figure è un’interpretazione, e il mio metodo la dichiara tale.

Perché il libro de La Papesse è color carne?

Mercurio. In alcuni mazzi il libro è color carne: non è fatto di carta, è fatto di corpo.

Sale. Il Vangelo di Matteo si apre con le parole “Libro della genealogia di Gesù Cristo”. Tra il 1212 e il 1218 il cronista Pietro di Vaux-de-Cernay accusa i catari di credere che Maria Maddalena fosse la concubina di un Cristo terreno, e malvagio.

Zolfo. Alcune letture vedono qui la discendenza di Cristo: il libro è la stirpe, La Papesse è la madre che la custodisce. È un mito, non storia. Ma il mito dice ciò che la storia ha taciuto: la scrittura passa anche dal grembo.

Cosa significa La Papesse rovesciata?

Zolfo. Significa problemi di formazione, problemi con la madre, un segreto problematico o una donna lussuriosa. In coppia con L’Hermite rovesciato è il libro iniziato e mai finito.

Immagini per ricordare

La runa ᛁ è una sola linea verticale e in anglosassone si chiama “is”. Il numero II, letto come due rune, diventa IS IS: Iside. Nessun legame storico con i Tarocchi, ma un’immagine che non si dimentica.

Quanto conta tutto questo, se è un mito?

Per la mente contano le prove. Per la psiche il mito pesa quanto la storia, e a volte di più: la storia la scrivono i vincitori, il mito resta nella civiltà di un popolo.

In sintesi

  • La Papesse è conoscenza, gestazione delle idee e segreto.
  • Nei Tarocchi ci sono degli easter egg: l’uovo compare in alcuni mazzi e in altri no.
  • La fascia sul petto, nella mia lettura, è il membro perduto di Osiride ricreato da Iside.
  • In Campania la ritrovo in Mamma Schiavona: il viso chiaro e il mantello scuro.
  • La discendenza di Cristo e la Papessa Giovanna sono miti, e per la psiche il mito pesa quanto la storia.

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Domande frequenti

La Papesse è una carta positiva?

Sì, da dritta indica studio, pazienza e idee in gestazione. Da rovesciata segnala problemi di formazione, problemi con la madre o un segreto problematico.

Che differenza c’è tra La Papesse e L’Impératrice?

La Papesse è la parte spirituale della donna e acquisisce la conoscenza. L’Impératrice è la parte materiale e crea le proprie idee.

La Papessa Giovanna è esistita davvero?

Gli storici la considerano una leggenda medievale. Per il mio metodo resta importante come mito, perché agisce dentro di noi.

Fonti

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Monica Neri

Monica Neri è esoterista e imprenditrice napoletana. Ha studiato Lingue e Civiltà Orientali all'Università L'Orientale di Napoli, ha vissuto tre anni a Tokyo e si è laureata in Business Administration a Parigi. Coideatrice del Kukai, che ha gestito dal 2003 al 2016, ha poi fondato Mame Ostrichina nei Quartieri Spagnoli. Si è formata nel Tarocco tradizionale con Carlo Bozzelli e in astrologia con Marco Pesatori e Lidia Fassio, con cui prosegue il percorso di Counselling Astrologico ed Evolutivo. Ha studiato Neuro-Semantica con Lucia Giovannini, il metodo dei “Maestri invisibili” con Igor Sibaldi, “Psicomagia” con Alejandro Jodorowsky.
È conduttrice certificata di classi di esercizi bioenergetici (SIAB) e counselor gestaltica, formata alla scuola di Mario Mastropaolo. Ha ideato il metodo dei Tarocchi Espressi e il Tarot Bar, dove insegna a leggere i Tarocchi di Marsiglia come un codice di immagini e strumento iniziatico del suo metodo “8 passi per sentirsi da Dio”

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