La Maddalena nei Tarocchi di Marsiglia: dal Graal a Napoli

Al centro dell’ultima carta dei Tarocchi di Marsiglia, Le Monde, c’è una figura femminile dai lunghi capelli, racchiusa nella mandorla che l’arte medievale riservava al Cristo in gloria. Per molti esoteristi quella figura è Maria Maddalena. Seguendo il suo filo si arriva da Marsiglia fino a Napoli, tra re angioini, il Santo Graal e il culto di Iside. In questo articolo distinguo sempre tre cose: il dato storico, l’indizio degli studiosi e il mito.

Chi è la figura al centro de Le Monde?

È una figura femminile che danza dentro una ghirlanda a forma di mandorla, circondata dai quattro Viventi. Le fonti iconografiche attestano che la mandorla con i quattro Viventi, il Tetramorfo, è lo schema della Maiestas Domini, il Cristo in maestà delle chiese romaniche. Nel posto di Cristo, però, i Tarocchi di Marsiglia mettono una donna.

Nella lettura esoterica quella donna è la Maddalena, e il mazzo diventa un Vangelo gnostico per immagini: la Maddalena come compagna di Cristo e custode di un sapere segreto. Io lo leggo così: dove ci aspetteremmo il Dio maschile, il Tarot ci mostra il femminile sacro, compiuto e libero.

Perché la Maddalena è legata a Marsiglia?

La leggenda narra che dopo la morte di Cristo la Maddalena sbarcò in Provenza con le altre Marie, portando con sé reliquie scomode per Roma.

Le fonti attestano che nel 1279 il futuro re Carlo II d’Angiò ritrovò a Saint-Maximin, in Provenza, le ossa attribuite alla Maddalena e ne promosse il culto. La Provenza era terra angioina, come il Regno di Napoli.

Cosa c’entra Napoli con la Maddalena?

Gli Angioini portarono a Napoli la loro devozione per la Maddalena. Secondo Giulio Cesare Capaccio (1634), la chiesa di San Domenico Maggiore, voluta da Carlo II, fu dedicata in origine alla Maddalena, di cui il re venerava una reliquia.

Le fonti attestano anche che Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II e madre di re Roberto, fondò a Napoli un monastero della Maddalena.

E nella chiesa di San Pietro a Majella la cappella Pipino conserva affreschi trecenteschi con le storie della Maddalena, dipinti prima del 1356.

Il Santo Graal è passato da Napoli?

Le fonti attestano che Alfonso d’Aragona, il Magnanimo, nel 1424 portò a Valencia il calice venerato come Santo Graal. Nel 1437 dovette lasciarlo alla cattedrale: l’aveva dato in garanzia per un prestito con cui finanziava la conquista del Regno di Napoli. Il Graal, in un certo senso, ha pagato Napoli.

Secondo lo studioso Salvatore Forte, nel Maschio Angioino, residenza di Alfonso, ci sono simboli legati al Graal. E nella Sala dei Baroni, al solstizio d’estate, il sole disegna sulla parete la sagoma di un libro aperto: il Libro di Luce.

Napoli era una città di Iside?

Le fonti attestano che in età romana a Napoli viveva una comunità di Alessandrini d’Egitto: la statua del dio Nilo, nel cuore del centro antico, dà ancora il nome a piazzetta Nilo. Secondo un’ipotesi, alcune processioni mariane della Campania conservano l’eco dei riti di Iside, la dea madre che proteggeva i naviganti. Io lo leggo come un filo che lega Iside, la Madonna Nera e La Papesse: il femminile che custodisce il mistero.

Chi era Giovanni Pontano?

Giovanni Pontano (1426 circa – 1503) fu l’umanista della corte aragonese di Napoli: segretario e cancelliere dei re, animatore dell’Accademia che porta il suo nome, autore dell’Urania, un poema sul cielo e sugli astri, e traduttore dell’astrologia di Tolomeo. Mentre a Firenze Marsilio Ficino insegnava il potere delle immagini celesti, a Napoli Pontano cantava le stelle. Sono gli stessi anni in cui nascono i tarocchi.

Come leggere insieme storia e mito?

Per la mente contano le prove. Per la psiche, invece, il dato storico, l’indizio e il mito pesano allo stesso modo, perché agiscono dentro di noi. La Maddalena di Le Monde forse non è mai stata pensata come tale dai cartai. Ma da secoli chi guarda quella carta la vede, e questo la rende vera nell’anima.

In sintesi

Le Monde mette una donna nella mandorla del Cristo in gloria. Nel 1279 Carlo II d’Angiò ritrovò in Provenza le reliquie della Maddalena e ne diffuse il culto, anche a Napoli. Alfonso d’Aragona diede in pegno il Santo Graal per conquistare Napoli. E Napoli custodisce ancora le tracce di Iside, della Maddalena e del Graal.

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Domande frequenti

La figura de Le Monde è davvero la Maddalena? Storicamente non è provato. È una lettura esoterica diffusa, che nasce dal fatto che la carta mette una donna nella mandorla riservata al Cristo in gloria.

Dove si vedono le storie della Maddalena a Napoli? Nella cappella Pipino della chiesa di San Pietro a Majella, con affreschi del Trecento.

Che legame c’è tra il Santo Graal e Napoli? Alfonso d’Aragona diede in garanzia il calice di Valencia, venerato come Santo Graal, per finanziare la conquista del Regno di Napoli.

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Monica Neri

Monica Neri è esoterista e imprenditrice napoletana. Ha studiato Lingue e Civiltà Orientali all'Università L'Orientale di Napoli, ha vissuto tre anni a Tokyo e si è laureata in Business Administration a Parigi. Coideatrice del Kukai, che ha gestito dal 2003 al 2016, ha poi fondato Mame Ostrichina nei Quartieri Spagnoli. Si è formata nel Tarocco tradizionale con Carlo Bozzelli e in astrologia con Marco Pesatori e Lidia Fassio, con cui prosegue il percorso di Counselling Astrologico ed Evolutivo. Ha studiato Neuro-Semantica con Lucia Giovannini, il metodo dei “Maestri invisibili” con Igor Sibaldi, “Psicomagia” con Alejandro Jodorowsky.
È conduttrice certificata di classi di esercizi bioenergetici (SIAB) e counselor gestaltica, formata alla scuola di Mario Mastropaolo. Ha ideato il metodo dei Tarocchi Espressi e il Tarot Bar, dove insegna a leggere i Tarocchi di Marsiglia come un codice di immagini e strumento iniziatico del suo metodo “8 passi per sentirsi da Dio”

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