Le Mat, il Matto, è l’unico arcano maggiore dei Tarocchi di Marsiglia senza numero e l’unico che cammina. Dritto è il pellegrino, il viaggiatore che parte per cercare qualcosa; rovesciato indica follia, squilibrio o un blocco nel viaggio. Non è un folle: è chi lascia il gregge e si mette in cammino verso la propria anima.
Chi è Le Mat nei Tarocchi di Marsiglia?
Le Mat è un viandante vestito da pellegrino: cammina a piedi con un bastone rosso in mano e una sporta sulla spalla, e alla cintura porta i campanelli del giullare. Avanza da sinistra verso destra, guardando avanti, e così fissa la direzione di tutto il mazzo: a sinistra il passato, a destra il futuro. Dietro di lui un cane lo spinge e lo incoraggia a partire. È l’unico personaggio dei Tarocchi di Marsiglia che si muove chiaramente, ed è l’unica carta degli arcani maggiori senza numero.
Cosa significa Le Mat dritto e rovesciato?
Nel metodo che insegno le carte dritte hanno valore positivo e quelle rovesciate indicano un problema, e Le Mat ne è l’esempio perfetto, perché è l’unico che cammina. Dritto è il pellegrino, il viaggiatore a piedi, chi cerca qualcosa: una partenza in solitudine, un salto nel buio fuori dal gregge. La sporta porta con sé gli affetti, quindi parla anche di trasloco e trasferimento; il cane è la fedeltà, la fiducia, la lealtà alla propria anima. Rovesciato, Le Mat non può più camminare: diventa follia, squilibrio, un blocco nel viaggio, e anche infedeltà.
Le Mat in combinazione con altre carte
Siccome viaggia, Le Mat prende senso dalle carte che incontra. Con L’Hermite, che ha lo stesso bastone rosso, forma la coppia del discepolo giovane che cerca e del maestro anziano che ha trovato: seguire il maestro o il proprio ideale. Con La Lune diventa un trasloco, oppure un ricercatore di storia; se i cani della Luna sono rovesciati, torna il tema dell’infedeltà. Letti da sinistra a destra, Le Pendu, Le Mat e Le Bateleur raccontano il passaggio dalla disoccupazione al lavoro: passato fermo, presente in cammino, futuro all’opera. E quando incontra Le Soleil, il viaggio solitario arriva finalmente a un incontro.
Qual è la leggenda di Le Mat?
La leggenda provenzale narra che, dopo la crocifissione, Maria Maddalena, Lazzaro, Marta, le due Marie, la giovane Sara e Massimino furono messi su una barca senza vele, senza remi e senza timone, e che il mare li portò in salvo in Provenza. Maddalena si ritirò in una grotta e Massimino la protesse fino alla fine: il paese dove riposa porta il suo nome, Saint-Maximin. Come mi ha insegnato il mio maestro Carlo Bozzelli, la T di MAT nasconde la X di Max, Massimino, e la X di Cristo. Una leggenda moderna aggiunge che sulla barca ci fosse un ottavo passeggero nascosto, il Maestro stesso, e che Sara fosse sua figlia.
I fatti, il mito e l’interpretazione vanno tenuti distinti. Il Vangelo di Giovanni racconta che Maddalena, dopo la croce, scambiò Gesù per il giardiniere, e lui le disse “Noli me tangere”, non toccarmi o dalla traduzione dal greco originale, Μή μου ἅπτου, si legge, Mē mou haptou, non trattenermi: a Napoli la scena è affrescata nel Trecento nella cappella Pipino di San Pietro a Majella. La Cabala conosce l’ibbur, l’anima di un giusto che abita per un tempo una persona viva, e Igor Sibaldi legge così il giardiniere: un uomo vivo che ospita l’anima di Cristo. Le Mat è il morto risorto, o forse mai morto, che si rimette in cammino verso la Maddalena, la figura che nel mazzo ritroviamo in L’Étoile e in Le Monde.
Perché Le Mat non ha numero?
Le Mat non ha numero perché non sta fermo come le altre carte: le attraversa tutte. I ventuno arcani numerati formano il diagramma 3×7, tre file da sette carte costruite dal basso: la fila del Corpo, da Le Bateleur a Le Chariot; quella dell’Anima, da La Justice a Tempérance; quella dello Spirito, da Le Diable a Le Monde. I tre settenari risalgono a Oswald Wirth (1927); Philippe Camoin ha insegnato a leggerli dal basso e per colonne. Le tre file sono tre livelli di coscienza, le sette colonne sette archetipi. Le Mat parte da fuori, in basso a sinistra, attraversa sette stazioni e, come in musica dopo la settima nota, compie un salto d’ottava e ricomincia un livello più su, fino a Le Monde.

In sintesi
Le Mat è l’unico arcano maggiore senza numero e l’unico che cammina, da sinistra (il passato) a destra (il futuro).
Dritto è il pellegrino che parte in cerca della propria anima; rovesciato è follia, squilibrio, blocco o infedeltà.
Il cane è la fedeltà, la sporta gli affetti: un trasloco, un trasferimento.
Nella leggenda è il Maestro che viaggia, nascosto, verso la Maddalena; nel diagramma 3×7 attraversa sette stazioni su tre livelli di coscienza.
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Domande frequenti
Le Mat è una carta positiva o negativa?
Dritto è positivo: il pellegrino che parte in cerca di sé, un trasferimento, la fedeltà alla propria anima. Rovesciato indica follia, squilibrio, un blocco nel viaggio o un’infedeltà.
Perché Le Mat non ha numero?
Perché è l’unica carta che si muove: non sta in una posizione fissa del diagramma 3×7, ma attraversa tutte le altre ventuno, dal basso verso l’alto, fino a Le Monde.
Che legame c’è tra Le Mat e Maria Maddalena?
Secondo la leggenda provenzale, Le Mat è il viandante che cammina verso la Maddalena, sbarcata in Provenza con Massimino. È una lettura simbolica, non un dato storico: nel mazzo la Maddalena si ritrova in L’Étoile e in Le Monde.